Gara 3 – Cuore, fato e beffa finale

Cuore, fato e beffa finale: sfuma il sogno finalissima, ma questo gruppo ha un futuro

Il basket insegna che non è mai finita finché non suona la sirena. Insegna che si possono rimontare 15 punti, ma anche che un vantaggio di 7 lunghezze a 120 secondi dalla fine può evaporare come neve al sole. La semifinale contro Basket Pergine si chiude con il punteggio di 58 a 54 in favore dei nostri avversari, lasciandoci in bocca l’amaro calice di una vittoria che avevamo quasi accarezzato.

La cronaca della battaglia

La partita si apre in salita. All’inizio il match sembra scivolarci dalle mani, con Pergine capace di imporre il proprio ritmo. Ma questa squadra ha un’anima grande. Con una reazione d’orgoglio da vero collettivo, ricuciamo lo strappo, lottiamo su ogni pallone e stringiamo le maglie in difesa. Nella parte centrale del match l’inerzia gira: giochiamo da squadra, ci aiutiamo, e il destino sembra quasi guardarci dall’alto dicendoci: “Bravi, ve la state meritando”.

Entriamo negli ultimi due minuti di gioco sopra di 7 punti. La finale contro Maia Merano è lì, a portata di mano. Poi, la scossa.

Il finale che non ti aspetti

Tre eventi consecutivi — di quelli contro cui è quasi impossibile opporre resistenza — girano completamente l’inerzia psicologica del match. Il nostro margine si erode canestro dopo canestro. Come un pugile che ha condotto l’incontro fino a quel momento, incassiamo un KO tecnico inaspettato e restiamo immobili a guardare l’avversario che, fino a un attimo prima, sembrava al tappeto. Pergine trova le energie mentali per sferrare l’assalto decisivo e firma il sorpasso.

A Basket Pergine vanno i nostri più sinceri complimenti: hanno avuto il merito di crederci fino alla fine e hanno guadagnato con il sudore il pass per la finalissima.

Orgoglio e futuro: ora l’Europa Bolzano

Resta il rammarico, è inutile negarlo. Ma resta soprattutto la consapevolezza di aver vissuto una stagione da protagonisti. Ai tifosi che ci hanno creduto e applaudito va il nostro ringraziamento più grande: siete stati il sesto uomo in campo per tutto l’anno. Questo ko fa male, ma non cancella il valore di un gruppo che, se rimarrà unito anche nella prossima stagione, ha tutte le carte in regola per farci divertire e vincere.

Ora non è il tempo dei rimpianti. C’è ancora una medaglia di bronzo da conquistare nella finale 3°/4° posto contro l’Europa Bolzano.

 Il compito dello staff tecnico e dei ragazzi sarà ora quello di raschiare il fondo del barile per ritrovare le motivazioni e le energie mentali necessarie.

Forza ragazzi, sempre.

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